LEGNORESINA®



IL BAGNO, LA CUCINA E IL PARQUET: CROCE E DELIZIA DI MOLTI AMANTI DEL LEGNO

parquet rovere

E’ inutile negarlo, nell’immaginario comune di molti un pavimento in legno è da tenere distante dagli ambienti umidi come il bagno, o, peggio, di quelli a rischio “caduta oggetti” come le zone da lavoro in cucina.
In questa sessione spieghiamo come grazie alle nuove tecnologie il parquet può essere la superficie ideale anche in quei luoghi definiti tabù.
Definiamo però prima da dove nasce questa paura ancestrale.
I parquet fino a qualche anno fa erano costituiti da elementi in legno massiccio verniciati in opera; i vari listelli non erano controbilanciati, cosicchè in presenza di forte umidità questi tendevano ad assorbirne una parte, con la conseguente movimentazione che portava spesso a veri e propri imbarcamenti o distaccamenti in diversi punti della superficie.
La cosa era poi particolarmente accentuata anche a causa di specie legnose poco stabili e particolarmente propense alla movimentazione, come le essenze tropicali e molte di quelle africane, per esempio.
Il terzo elemento era rappresentato dalla finitura superficiale, un vero “tallone d’Achille” del legno: olii e cere di vecchia generazione, vernici poco performanti che facevano penetrare troppo facilmente acqua e umidità risultavano poco idonee per destinazioni d’uso a rischio come le zone bagno.

Quali sono state le innovazioni tecnologiche che hanno consentito di ridurre enormemente queste problematiche?

La prima è stata sicuramente l’utilizzo al 90% di una specie legnosa come il Rovere Europeo, una essenza sufficientemente dura ma estremamente stabile, conosciuta fin dai tempi dei Romani che ne sfruttavano le qualità tecnico-meccaniche per costruire ponti, costruzioni, palificazioni (si pensa che la maggior parte di Venezia poggia su pali in Rovere Europeo).

pavimento bagno

Fonte: Venice Wiki

“Le fondamenta di tali edifici si fanno di fortissimi pali di quercia, che durano eternamente sotto acqua, per rispetto del fondo lubrico, e non punto saldo della palude.”

Jan Grevembroch

La seconda è stata l’introduzione della tecnologia del parquet controbilanciato, una milestone fondamentale per il processo di stabilizzazione del pavimento in legno: i vari strati sottostanti controbilanciano le movimentazioni create dall’essenza nobile, ridistribuendo le diverse forze annullandole.

Con questo ingegnoso sistema sono state ridotte quasi completamente le problematiche legate al legno nella zona bagno, che è diventata anzi uno degli ambienti dove godersi maggiormente un vero parquet a piedi nudi.

La terza è avvenuta tramite l’utilizzo di tecnologie innovative nella protezione superficiale del parquet: dall’olio o dalla classica “vernicetta” siamo passati a tecnologie come Legnoresina®, per esempio, che rappresenta una grande innovazione nel mondo delle finiture: non più olio o vernice ma resine pure al 98%, che consentono performances superiori in termini di resistenza all’abrasione e di barriera contro la penetrazione di liquidi.

Legnoresina pavimento bagno

La stessa cosa vale anche per la cucina: molti infatti pensano ancora che se un recipiente pieno d’acqua cade sul parquet possa danneggiarlo irrimediabilmente; la spiegazione sopra descritta dimostra che oggi più che mai un pavimento in legno deve farci vivere ogni ambiente con la serenità e quella sensazione di benessere che solo un materiale naturale può trasmetterci.
Nella Kitchen area inoltre è frequente la paura di caduta di oggetti più o meno pesanti: la verità è che il legno è un materiale estremamente elastico e resiliente, che tende ad assorbire e a redistribuire uniformemente le forze dovute all’impatto dell’oggetto che cade, rispetto per esempio a superfici più dure ma decisamente meno resilienti.

pavimento bagno e cucina

Qui di seguito riportiamo un video che dimostra il classico esempio di caduta di un oggetto del peso di 2 kg che cade da un’altezza di 2,5 metri prima su una ceramica e poi su un pavimento in legno.