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Si può posare parquet su una superficie già esistente?

2020-07-27T11:47:05+02:00Categorie: Novità, Pulizia e manutenzione parquet|Tag: , , |

LEGNORESINA®



SI PUÓ POSARE PARQUET SU UNA SUPERFICIE GIÁ ESISTENTE?

La cosa apparirà ovvia per molte persone, in realtà non tutti sanno che un pavimento in legno non solo si può posare su un vecchio pavimento, ma è addirittura una delle superfici più performanti per questo uso.

Vediamo perchè.

Oggi la quasi totalità dei pavimenti si possono applicare su quelli esistenti: legno, ceramica, laminato, marmo. Tutti questi materiali sono costruiti per una posa in sovrapposizione, purchè il supporto presenti le seguenti caratteristiche:

1) Planarità. Se ci sono avvallamenti devono essere riempiti con particolari materiali rasanti, in commercio ce ne sono tanti.

posare parquet su altro pavimento

Esempio di superficie non planare

posare parquet su un altro pavimento

Stesura di materiale idoneo per rasatura pavimenti

2) Se il vecchio pavimento ha alcune piastrelle non ancorate saldamente al supporto, è necessario rimuoverle e riempire l’ammanco, sempre con speciali rasanti riempitivi. Se le zone sono ampie, è preferibile invece dopo la rimozione delle stesse intervenire con malte autolivellanti.

posare parquet

Autolivellante per pavimenti

3) Prima di effettuare l’incollaggio della nuova superficie sulla vecchia assicurarsi della pulizia e dell’assenza di sostanze cerose sul supporto, queste potrebbero impedire l’adesione ottimale tra i due materiali.

posare parquet

Operazione di carteggiatura del vecchio pavimento
per consentire un migliore aggrappaggio del collante

4) Tagliare le porte e le porte-finestre dello spessore del nuovo pavimento.
L’operazione è semplice e generalmente oggi tutti i posatori sono attrezzati con macchinari idonei per il taglio di tali elementi in cantiere.

Queste sono le principali regole da seguire se si desidera sovrapporre un nuovo pavimento su quello vecchio.
Se parliamo di parquet invece, in alcuni casi è addirittura possibile effettuare la posa a secco: si tratta di un’applicazione senza l’uso di collanti, ma con l’inserimento di un idoneo materassino fonoassorbente posto tra le due superfici.

posare parquet su altro pavimento

Classico materassino fonoassorbente

posare parquet su altro pavimento

Fase di messa in opera di parquet flottante

É chiaro che in questa situazione molte lavorazioni di cui sopra non sono necessarie.

IL PARQUET POSATO FLOTTANTE NON HA BISOGNO DI ESSERE INCOLLATO MA SI POSA A SECCO.

_Il pavimento in legno è molto flessibile, per cui anche se ci sono degli avvallamenti la sua natura fa sì che esso di adatti perfettamente al supporto, evitando punti a rischio rottura se non ben rasati, come per esempio potrebbe accadere con una ceramica o un grès. In questi casi è quindi possibile effettuare una posa di tipo “flottante”, una tecnica che in Nord Europa è la più usata da decenni.
_Non c’è bisogno di verificare se le vecchie piastrelle sono ben ancorate, crepate o se “suonano a vuoto”: non importa la sua natura, il legno vi si adagerà sopra poichè ha bisogno solo di un supporto più o meno planare.
_Non c’è bisogno di effettuare trattamenti sulla vecchia pavimentazione per assicurarsi l’aggrappaggio della colla: il sistema a secco consente di non effettuare nessun tipo di lavorazione eaggiuntiva.
_Il materassino fonoassorbente limita la trasmissione del rumore da un piano all’altro, per la buona pace del vicinato.

In Italia la maggior parte dei parquet si posano ancora a colla, in molti casi manca una vera e propria cultura su questo sistema.
Il consiglio è quello di valutare anche questa tecnologia quando si affronta una ristrutturazione, perchè può significare un notevole risparmio in termini di tempo e di costi.

Quali sono le collezioni Salis che si possono posare anche flottanti con la posa a secco?

Officina107_Legni/ Mosso
DiValore Unique
Ricordi
Umbria
Armonico/ Mono e Multi
Fusion
Home_Gent

Quanto si usura un parquet?

2020-07-21T15:04:54+02:00Categorie: Novità, Pulizia e manutenzione parquet|Tag: , , |

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QUANTO SI USURA UN PARQUET?

Il pavimento in legno è da sempre la superficie più amata: esprime calore e dona benessere a coloro che lo vivono, è un buon coibentante del caldo e del freddo, si può rinnovare e ricolorare più volte, ma soprattutto va oltre “la moda del momento”, poichè anche tra cent’anni avrà ancora il suo fascino.

quanto si usura un pavimento in legno?

Bedroom in tavole di Rovere
Collezione Armonico 4PW Mono

Allo stesso tempo però è uno dei pavimenti più “temuti” dall’utente, che spesso “ripiega” sulle sue imitazioni per timori molte volte infondati.
Uno di questi è l’usura, che nell’immaginario comune pone il parquet come una superficie estremamente delicata che si consuma con molta-troppa facilità.
Ma analizziamo bene questo aspetto.
Intanto c’è da fare una grande distinzione tra i pavimenti in legno di “vecchia generazione” e quelli di nuova generazione.

Un tempo si utilizzavano spesso legni dalla facile reperibiltà meglio se teneri, perchè dovevano essere facilmente lavorabili. Pensiamo per esempio ad essenze come l’abete, il larice ed il pino, largamente usate nei masi e nelle vecchie case coloniche della zona Alpina e prealpinama che però avevano la caratteristica di non essere particolarmente resistenti all’usura.

Foresta di larice sulle Alpi

Foresta di Larice sulle Alpi
Credit: https://www.pexels.com/@francesco-ungaro

Resistenza su valore Janka

Resistenza su valore Janka di alcune
specie legnose più comuni

Le finiture inoltre erano costituite da olii e da cere di prima generazione che non permettevano una vera e propria protezione dall’usura, ma che tentavano al massimo di proteggerlo dalle macchie quotidiane.

Una maggiore cultura del legno ha portato nel tempo i produttori a spostarsi sempre di più verso specie legnose più dure e durevoli nel tempo, come per esempio il Rovere, che rappresenta il punto di equilibrio se da un pavimento si desidera resistenza ma anche stabilità.
La tecnologia del parquet prefinito inoltre ha annullato quelle movimentazioni del legno massello che non essendo controbilanciato tende inevitabilmente ad imbarcarsi e a torcersi, movimenti quasi impercettibili ma che nel tempo diventano usura maggiore in alcuni punti rispetto ad altri.

Altro aspetto fondamentale è la tendenza di questi ultimi anni, la ricerca della caratterizzazione e delle lavorazioni estreme sul legno: seghettature, piallature, spazzolature più o meno profonde, sabbiature, texturizzazioni superficiali, discromie forti.
Oggi il parquet arriva in cantiere che ha già subito un processo di usura “controllata” dal produttore, cosicchè nella quotidianità e con il passare del tempo diventerà ancora più bello, poichè progettato per invecchiare bene.

Le finiture superficiali infine rappresentano l’ultimo tassello per un pavimento che non teme più l’usura: dall’olio naturale e la cera d’api siamo passati a vere e proprie protezioni ad alta tecnologia: si pensi ad esempio a Legnoresina®, l’ultima grande innovazione di casa Salis, che ha una resistenza all’abrasione molto più elevata rispetto ad una finitura di vecchia generazione.

Anche piccoli graffi ed incidenti quotidiani che pure possono capitare non fanno più paura poichè in molti casi esistono veri e propri kit di “pronto soccorso” fai da te, ed il Kit Repair di Legnoresina® ne è l’esempio: 11 pennarelli, uno per ogni colore della collezione, che vanno a ripristinare l’ammanco creato.

Pavimento bagno e cucina: la soluzione parquet

2020-07-28T10:44:21+02:00Categorie: Novità, Pulizia e manutenzione parquet|Tag: , , , , |

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IL BAGNO, LA CUCINA E IL PARQUET: CROCE E DELIZIA DI MOLTI AMANTI DEL LEGNO

parquet rovere

E’ inutile negarlo, nell’immaginario comune di molti un pavimento in legno è da tenere distante dagli ambienti umidi come il bagno, o, peggio, di quelli a rischio “caduta oggetti” come le zone da lavoro in cucina.
In questa sessione spieghiamo come grazie alle nuove tecnologie il parquet può essere la superficie ideale anche in quei luoghi definiti tabù.
Definiamo però prima da dove nasce questa paura ancestrale.
I parquet fino a qualche anno fa erano costituiti da elementi in legno massiccio verniciati in opera; i vari listelli non erano controbilanciati, cosicchè in presenza di forte umidità questi tendevano ad assorbirne una parte, con la conseguente movimentazione che portava spesso a veri e propri imbarcamenti o distaccamenti in diversi punti della superficie.
La cosa era poi particolarmente accentuata anche a causa di specie legnose poco stabili e particolarmente propense alla movimentazione, come le essenze tropicali e molte di quelle africane, per esempio.
Il terzo elemento era rappresentato dalla finitura superficiale, un vero “tallone d’Achille” del legno: olii e cere di vecchia generazione, vernici poco performanti che facevano penetrare troppo facilmente acqua e umidità risultavano poco idonee per destinazioni d’uso a rischio come le zone bagno.

Quali sono state le innovazioni tecnologiche che hanno consentito di ridurre enormemente queste problematiche?

La prima è stata sicuramente l’utilizzo al 90% di una specie legnosa come il Rovere Europeo, una essenza sufficientemente dura ma estremamente stabile, conosciuta fin dai tempi dei Romani che ne sfruttavano le qualità tecnico-meccaniche per costruire ponti, costruzioni, palificazioni (si pensa che la maggior parte di Venezia poggia su pali in Rovere Europeo).

pavimento bagno

Fonte: Venice Wiki

“Le fondamenta di tali edifici si fanno di fortissimi pali di quercia, che durano eternamente sotto acqua, per rispetto del fondo lubrico, e non punto saldo della palude.”

Jan Grevembroch

La seconda è stata l’introduzione della tecnologia del parquet controbilanciato, una milestone fondamentale per il processo di stabilizzazione del pavimento in legno: i vari strati sottostanti controbilanciano le movimentazioni create dall’essenza nobile, ridistribuendo le diverse forze annullandole.

Con questo ingegnoso sistema sono state ridotte quasi completamente le problematiche legate al legno nella zona bagno, che è diventata anzi uno degli ambienti dove godersi maggiormente un vero parquet a piedi nudi.

La terza è avvenuta tramite l’utilizzo di tecnologie innovative nella protezione superficiale del parquet: dall’olio o dalla classica “vernicetta” siamo passati a tecnologie come Legnoresina®, per esempio, che rappresenta una grande innovazione nel mondo delle finiture: non più olio o vernice ma resine pure al 98%, che consentono performances superiori in termini di resistenza all’abrasione e di barriera contro la penetrazione di liquidi.

Legnoresina pavimento bagno

La stessa cosa vale anche per la cucina: molti infatti pensano ancora che se un recipiente pieno d’acqua cade sul parquet possa danneggiarlo irrimediabilmente; la spiegazione sopra descritta dimostra che oggi più che mai un pavimento in legno deve farci vivere ogni ambiente con la serenità e quella sensazione di benessere che solo un materiale naturale può trasmetterci.
Nella Kitchen area inoltre è frequente la paura di caduta di oggetti più o meno pesanti: la verità è che il legno è un materiale estremamente elastico e resiliente, che tende ad assorbire e a redistribuire uniformemente le forze dovute all’impatto dell’oggetto che cade, rispetto per esempio a superfici più dure ma decisamente meno resilienti.

pavimento bagno e cucina

Qui di seguito riportiamo un video che dimostra il classico esempio di caduta di un oggetto del peso di 2 kg che cade da un’altezza di 2,5 metri prima su una ceramica e poi su un pavimento in legno.

Il parquet cambia colore?

2020-07-10T09:49:52+02:00Categorie: Novità, Pulizia e manutenzione parquet|Tag: , |

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IL PARQUET CAMBIA COLORE?

parquet rovere

Prima di affrontare questo argomento è necessario sapere che tutte le specie legnose nel il tempo sono destinate a virare la loro colorazione, questo deriva proprio dal fatto che parliamo di materia organica viva, che reagisce con l’aria e la luce.
Non tutte le specie legnose però hanno lo stesso comportamento, ed è giusto quindi fare una netta distinzione tra le varie specie legnose:

Quelle di provenienza europea come ad esempio il Rovere, il Frassino, il Ciliegio, il Faggio, l’Abete, il Larice ecc. hanno generalmente una bassa ossidazione, che nel tempo tenderà a diventare più calda. Non ci sarà quindi una forte azione ossidante ma una tendenza a scaldare la propria tonalità.

VARI ESEMPI DI LEGNI EUROPEI PRIMA E DOPO L’OSSIDAZIONE

pavimento in legno faggio

Faggio Evaporato

parquet frassino

Frassino

parquet abete larice europeo

Abete/ Larice Europeo

parquet ciliegio

Ciliegio

parquet rovere

Rovere

Molto diverso è invece l’esempio delle essenze che provengono dall’Africa o dal Sud America, come il Doussiè, l’Iroko, l’Afrormosia, il Cabreuva incienso e la Noce Americana, che hanno generalmente un ossidazione molto più rapida e decisa.

VARI ESEMPI DI LEGNI AFRICANI E SUD AMERICANI PRIMA E DOPO L’OSSIDAZIONE

parquet iroko

Iroko (provenienza Africa)

parquet iroko

Afrormosia (provenienza Africa)

pavimento in legno doussiè

Doussiè (provenienza Africa)

parquet Wengè

Wengè/ Panga Panga (provenienza Africa)

parquet incienso

Incienso (provenienza Sud America)

parquet noce americano

Noce Americano (provenienza Sud America)

Non tutte le essenze con l’ossidazione tendono a scurirsi, il caso singolare del teak ne é una testimonianza: questa specie legnosa infatti nel tempo tende a schiarire le sue parti più scure omogeneizzandosi con quelle più chiare.

ESEMPIO DI OSSIDAZIONE DEL TEAK BURMA

parquet teak burma

Negli ultimi anni la tecnologia ha introdotto nuovi sistemi per caratterizzare maggiormente le tonalità della rovere e del frassino: il trattamento termico e gli attivatori lignei sono le nuove frontiere della “colorazione in massa” del legno che esasperano le varie tonalità rendendole particolarmente disomogenee ma che ne aumentano l’appeal.

Nel caso del trattamento termico del Frassino e della Rovere si nota che dopo diversi mesi le tonalità tendono a schiarirsi anche in maniera anche molto evidente.

Pavimento in legno e sottofondo riscaldato

2020-07-24T11:45:12+02:00Categorie: Novità|Tag: , |

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PAVIMENTO IN LEGNO E SOTTOFONDO RISCALDATO: BINOMIO POSSIBILE?

pavimento in legno riscaldato

Schema didattico della posa di un pavimento in legno su sottofondo radiante

Il legno è noto per essere un materiale isolante.

Questo non vuol dire che se posto a contatto con fonti di calore ne impedisce il passaggio, questi sono solo luoghi comuni.
La verità è che il legno evita la trasmissione diretta del calore, distribuendola su tutta la sua superficie. Questa regola vale anche per i pavimenti radianti: quando il massetto sottostante al parquet assorbe il calore, questi lo trasmette al legno che lo redistribuisce omogeneamente in tutta la casa.
Rispetto al classico impianto di riscaldamento, i termosifoni o gli split che immettono aria calda, il calore viene distribuito in egual misura in ogni stanza, evitando così i poco piacevoli sbalzi di temperatura da un ambiente ad un altro.
In passato le tecnologie erano molto diverse, e spesso il pavimento in legno su massetto radiante aveva qualche piccolo problema. I tubi un tempo erano molto distanti l’uno dall’altro, cosicchè occorreva tenere una temperatura dell’acqua molto elevata, fino a 50- 60°C per avere una temperatura all’interno dell’abitazione di 22-24°C. I vecchi parquet inoltre erano massicci, il prefinito era ancora agli albori; in quelle situazioni è facile pensare a quanto fosse in sofferenza il legno a quelle temperature. Capitava infatti spesso di trovare fessure tra un elemento ed un altro, segno evidente che il troppo calore toglieva umidità al parquet facendolo imbarcare.
Oggi grazie alle tecnologie di ultima generazione l’acqua contenuta all’interno delle tubazioni del riscaldamento a pavimento può raggiungere fino 30- 35°C ed una temperatura di esercizio media di 22-24°C, che è più che sufficiente per mantenere un buon clima in tutta la casa, evitando il classico accendi-spegni degli impianti tradizionali.

Ricordiamo infine che tutti i nostri pavimenti in legno sono garantiti per la posa su riscaldamenti a pavimento, a patto che l’applicazione sia effettuata a regola d’arte e vengano rispettate poche semplici regole:

  • In caso di posa incollata al supporto è necessario utilizzare un adesivo idoneo;
  • In caso di posa flottante è necessario utilizzare un materassino fonoassorbente idoneo per la posa su riscaldamento a pavimento (eventualmente disponibile in Salis nella sezione Accessori);
  • É consigliabile non andare oltre i 18 millimetri di spessore totale del parquet per non compromettere una buona trasmittanza termica;
  • É consigliabile l’uso di umidificatori ambientali per evitare che l’umidità relativa dell’aria non scenda sotto il 35%